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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Le nuove sfide di oggi: la prospettiva del settore energetico (17/01/2012)

Le nuove sfide di oggi: la prospettiva del settore energetico (17/01/2012)

Il gruppo Enel è cresciuto molto in pochi anni, dai primi anni 2000 sino ad oggi ha praticamente raddoppiato le sue dimensioni. E’ oggi il secondo gruppo in Europa nella generazione e distribuzione di energia elettrica,  opera in 40 paesi e dal 2009 le attività all’estero hanno superato per importanza numerica quelli in Italia. E’ leader su più mercati, oltra a quello italiano, in Russia, in Spagna e America latina e ovviamente in centro Europa attraverso Slovenské elektrárne. L’integrazione, non solo al livello delle sinergie operative e delle economie di scala  ma soprattutto dei valori che unificano un’azienda molto eterogenea, è oggi un obiettivo prioritario per affrontare l’incertezza che regna sui mercati internazionali.

Cambiamento dello scenario globale
I grandi mutamenti economici, politici e sociali, che compongono oggigiorno il quadro attorno a noi, rappresentano una sfida cruciale non solo per un gruppo globale ma per qualunque tipo di società in qualunque settore. Il problema più chiaramente esplicito è quello rappresentato dalla crisi finanziaria. Attualmente assistiamo a quella che viene definita la terza fase della crisi, quella dei debiti sovrani, che ha grandissimi rischi di conseguenze ed implicazioni su tutto il sistema finanziario ed economico globale. Il secondo è legato ai cambiamenti geopolitici che sta affrontando il mediterraneo meridionale, che pochi sino a qualche mese fa avrebbero potuto prevedere, la cosiddetta Primavera araba, che ha delle implicazioni importanti anche per il settore energetico specialmente per quanto riguarda il prezzo e l’approvigionamento delle materie prime. La terza è quella legata al disastro naturale avvenuto quest’anno in Giappone che ha causato l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima e la conseguente decisione, più dettata da ragioni di carattere politico che da dati scientifici ed economici, di rivedere le politiche energetiche di alcuni paesi: in questa zona d’Europa in primis la Germania che ha deciso di dismettere gradualmente l’utilizzo dell’energia nucleare entro il 2022.

Affrontare queste sfide è possibile solo realizzando politiche energetiche ed economiche che trovino un giusto equilibrio tra alcuni fattori fondamentali. Primo fra tutti la sicurezza degli approvigionamenti, quella che nel nostro settore si chiama sicurezza energetica, con cui si intende la provenienza e le condizioni cui accediamo alle risorse energetiche, quanto siamo dipendenti e che tipo di rischi dobbiamo affrontare, basti pensare alla crisi del gas del 2009 e alle conseguenze che questa ha avuto proprio in questa regione d’Europa. Diversificare le proprie fonti diventa quindi oggi un imperativo.
Il secondo è la sostenibilità ambientale, porre un serio rimedio alle conseguenze di crescenti emissioni di gas serra ed inquinanti muovendosi verso quella che viene definita la progressiva decarbonizzazione dell’economia, ossia l’utilizzo sempre minore di combustibili fossili.
Infine, i cambiamenti dello scenario globale fanno emergere l’importanza di fornire energia in assoluta sicurezza, a costi competitivi e in quantità sufficiente per lo sviluppo della società e delle attività economiche.
Se vogliamo riuscire a trovare un compromesso tra questi fattori, risolvere quest’equazione, dobbiamo necessariamente lavorare con un mix di fonti energetiche il più equilibrato possibile senza escludere nulla di quello che oggi la tecnologia ci offre.

La risposta della Slovacchia
La Slovacchia  ha una produzione di energia elettrica ben distribuita tra le principali fonti disponibili: idroelettrico, termico e nucleare. Ed è grazie a questo mix che produciamo come Slovenske elektrarne il 90% dell’energia elettrica senza emissioni di CO2. L’unica fonte che oggi ci permette di avere questi risultati a costi molto competitivi, e in grado di dare quantità sufficiente di energia senza emissioni di gas serra, è proprio l’energia nucleare. Per spiegare i benefici di questa fonte tra gli esperti del settore energetico si è soliti affermare che il nucleare non è l’unica soluzione ai problemi energetici ma non c’è soluzione senza il nucleare.
La sicurezza è ovviamente la condizione necessaria per poter sfruttare in modo sostenibile questa fonte praticamente inesauribile di energia ed è un parametro che si può scientificamente misurare. Le centrali  nucleari in Europa sono oggi sotto esame per iniziativa della Commissione Europea, che sta rivedendo approfonditamente la sicurezza di tutti gli impianti attraverso i cosiddetti “Stress tests”. I risultati preliminari di questi test, che sono stati portati avanti negli ultimi mesi anche qui in Slovacchia sui nostri impianti, sono ottimi. Gli investimenti in modernizzazione degli ultimi anni hanno permesso alle centrali slovacche di posizionarci al vertice di questo tipo di tecnologia per quanto riguarda la sicurezza, l’efficienza e la capacità produttiva.
Il progetto del completamento delle unità 3 e 4 di Mochovce rappresenta poi un ulteriore significativo passo in avanti di tutti i parametri di funzionamento e sicurezza, equiparabile alle centrali più moderne al mondo. E’ inoltre il più grande investimento privato di un’azienda, mai fatto in Slovacchia e, va ricordato, riporterà la Slovacchia ad avere piena autosufficienza energetica ed esportare una quota considerevole di produzione. Oggi ci sono quasi 3.500 persone in cantiere e alla costruzione partecipano più di 30 aziende italiane, direttamente o come subfornitori. E’un progetto estremamente complesso che sta procedendo però col rispetto di tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati.

Il mercato energetico e i prezzi
Il prezzo a cui si vende l’energia elettrica “all’ingrosso”, ossia, come nel nostro caso, l’energia che il produttore vende a distributori e traders è stabilito dalla Borsa dell’Energia in Germania che ne fissa il prezzo sul mercato basandosi sulla legge della domanda e dell’offerta, esattamente come avviene per qualunque altra commodity. In qualità di produttori, non possiamo far altro che seguire l’andamento del mercato cercando di rendere il più efficiente e competitiva la nostra produzione. Il prezzo finale che le imprese pagano è composto poi dalle tariffe di trasmissione e distribuzione che ammontano a più del 50% del prezzo finale per le PMI e che hanno al loro interno anche i cosiddetti costi di sistema (ad esempio gli incentivi che lo stato paga per il fotovoltaico). Purtroppo ereditiamo una situazione vecchia di parecchi anni, in cui le tariffe di distribuzione sono tra le più alte d’Europa. Nel mercato liberalizzato di oggi, che divide la distribuzione dalla vendita al cliente finale, è però iniziata un’interessante competizione tra varie società che si occupano di quest’ultimo anello della catena. Oggi sono attivi numerosi operatori, anche Slovenske elektrarne ha costituito una società controllata (SE Predaj)  che offre un servizio completo al cliente finale. Un consiglio molto semplice per tutti gli imprenditori è sicuramente quello di farsi fare sempre diverse offerte, oltre che dai fornitori tradizionali, che sono società collegate ai  tre distributori tradizionali (ZSE, SSE e VSE), anche dalle nuove aziende di retail, studiando bene le offerte.

La Camera di Commercio Italo - Slovacca
Grazie ormai a più di 400 imprese presenti in Slovacchia, l’Italia rappresenta uno dei primi investitori in questo paese, dando lavoro a più di 35mila addetti slovacchi. Sicuramente, per questi motivi, abbiamo sia la forza che la possibilità di rappresentare in maniera coerente ed efficace i nostri interessi. Oggi, in un periodo difficile per l’economia europea e globale, è arrivato il momento di concentrarsi sul consolidamento della nostra presenza, cercando di dare una voce ancora più unificante e autorevole a tutte le imprese italiane che operano qui in Slovacchia. Ciò è possibile rendendo più efficaci e operativi gli ottimi collegamenti con le istituzioni e le associazioni imprenditoriali slovacche (siamo l’unica camera di commercio straniera, membro del consiglio direttivo dell’associazione degli imprenditori slovacchi che partecipa alla concertazione con governo e sindacati) e creando servizi e vantaggi a maggior valore aggiunto per chi è ormai insediato sul territorio e non ha più bisogno di assistenza allo “start up”.
Solo in questo modo, essendo vicini a quello che succede, sia a livello istituzionale che economico, possiamo influenzare realmente le decisioni che vengono prese e che hanno una conseguenza diretta sul lavoro dei nostri associati italiani e slovacchi.

 di Michele Bologna
(Direttore delle Communicazioni e degli Affari Pubblici - Slovenské Elektrárne)

da Progetto Repubblica Ceca