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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Žižkov, il cuore (rosso) di Praga / Žižkov, the (red) heart of Prague

Žižkov, il cuore (rosso) di Praga / Žižkov, the (red) heart of Prague

Dalla chiassosa e affollata Piazza Venceslao, procedendo per poche fermate in direzione Nord-Est, con il tram numero 9, ci si ritrova quasi improvvisamente catapultati in un’altra dimensione, dove le strade piene di turisti e luci colorate del centro, qui tornano a diffondere i suoni, le sensazioni e gli odori tipici dei quartieri dove si svolge la vita quotidiana dei cittadini, scandita dai suoi caratteristici ritmi urbani. Eppure, soprattutto nel caso di Žižkov, così com’è difficile percepire con esattezza il momento preciso del passaggio dal giorno alla notte, o dall’oscurità all’alba, lo è altrettanto trovare quel punto concreto, rappresentato da una strada specifica o da un edificio in particolare, che marchi il confine “emozionale” netto tra la Città Nuova e questo quartiere così diverso dal centro di Praga, ma non meno suggestivo e affascinante.
Žižkov, la cui area principale si trova oggi nel Distretto Municipale di Praga 3, ma che fino agli anni ’20 del Novecento era una vera e propria città indipendente, prende il nome, nel 1877, dal condottiero hussita Jan Žižka di Trocnov, generale ceco, eroe della guerra civile in Boemia, la cui figura storica e leggendaria è indissolubilmente legata alla coscienza nazionale dei cechi. Il quartiere è situato sotto la collina di Vítkov, luogo presso il quale Žižka, fedele agli ideali di Jan Hus, riportò un’importante vittoria militare contro l’esercito dell’Imperatore Sigismondo, nel 1420, contro un esercito di molte migliaia di uomini superiore a quello dei ribelli hussiti. Sulla sommità della collina, roccaforte degli hussiti di Žižka, troneggia ancora oggi l’imponente statua equestre del condottiero (una tra le più grandi al mondo), costruita nel 1950 da Bohumil Kafka, che lo raffigura in posa guerriera.
Storicamente Žižkov è sempre stato un quartiere popolare, soprattutto nel periodo comunista quando era il luogo simbolo della classe operaia, tanto da essere definito: il “Cuore rosso di Praga“ proprio a causa dell’alto numero di residenti particolarmente fedeli al Partito. Per un certo periodo unito al quartiere di Vinohrady e poi zona a sé, tradizionalmente “irrequieto“ e ribelle, Žižkov, con i suoi quasi 58000 abitanti e con un’area urbana di 5,44 km2, è oggi un quartiere vivo, che nel corso degli ultimi anni, ha visto cambiare molto sia la sua fisionomia architettonica che la sua fama, trasformandosi da quartiere, se non proprio pericoloso, almeno poco raccomandabile (I cechi sono contrariati dall’alta densità di rom residenti in quest’area, considerata per questo motivo malfamata) in zona alla moda, sempre più ricca di locali alternativi e piccoli caffè che fanno sì che il quartiere continui a godere ancora oggi, più che ogni altro posto a Praga, della reputazione di “bohemien”. Non è un caso, infatti, che Žižkov sia da sempre un luogo di ritrovo di artisti e scrittori come Jaroslav Hašek, e che abbia dato i natali a personaggi famosi come il poeta ceco, Premio Nobel per la Letteratura 1984, Jaroslav Seifert. Il quartiere è oggi meta di molti stranieri, soprattutto americani (ma anche italiani) che lo scelgono come propria residenza, affascinati dalla sua aura di ammaliante decadenza e sicuramente attratti anche dalle sue famose birrerie e locali che hanno visto la nascita e lo sviluppo della cultura underground ceca e di altri interessanti movimenti culturali nel corso della loro storia. Ma gli anni degli interi palazzi in stato di abbandono, delle facciate trascurate e delle zone in degrado, sono ormai quasi esclusivamente un ricordo, e il quartiere, sia nelle calde sere estive che in quelle fredde d’inverno, è sempre meta di giovani che da tutte le parti della città si ritrovano qui per visitare locali simbolo come le vecchie birrerie “Nad Viktorkou“ e la leggendaria “U vystřelenýho oka“ (All’occhio accecato) così chiamata in onore di Jan Žižka, o il più moderno “Akropolis”, attualmente il centro di eventi culturali più importante del quartiere. Ma la Žižkov di oggi è un vero e proprio pullulare di pub, bar, birrerie e caffè, al punto tale da essere tra le aree urbane europee con il più alto numero di locali pubblici. Oltre alle classiche birrerie e osterie ceche, negli ultimi anni sono spuntati anche numerosi negozietti di prodotti etnici e ristorantini ricavati in piccoli spazi che offrono, a residenti e visitatori, cucina orientale di ogni genere e, a volte, passandoci accanto per le strade del quartiere che si alternano in ripide salite e discese, sentendo gli odori penetranti e inebrianti di ogni sorta di spezie, sembra quasi di trovarsi, più che nel cuore rosso di Praga, nei bazar di Istanbul o per le strade di qualche altra lontana città dell’Oriente.
Anche dal punto di vista architettonico, Žižkov presenta le sue caratteristiche uniche che lo rendono impossibile da confondere con gli altri quartieri della capitale ceca. Accanto alle case popolari sorgono palazzoni in cemento che si affacciano su meravigliosi edifici Art Nouveau dai cortili interni nascosti, in una cacofonia architettonica non priva però di un certo fascino che manifesta, impressa nella pietra, l’anima anarchica e il carattere in continua trasformazione di questo quartiere. La famosa Torre della Televisione costruita tra il 1985 e il 1992 secondo il disegno dell’architetto Václav Aulický e illuminata di notte dalle luci con i colori della bandiera ceca, con i suoi 216 metri di altezza è la torre più alta di Praga e svetta sul quartiere con il suo profilo affascinante e inquietante al tempo stesso. Se nei primi anni della sua costruzione l’opera era vista con disprezzo dalla popolazione locale, oggi invece la sua fama ha subito un decisivo miglioramento ed è diventata il simbolo di Praga 3. Dal ristorante situato al suo interno è possibile godere di una vista spettacolare della città. Esempio di architettura high-tech e futurista, del peso di 11800 t., nel 2000 la Torre fu decorata con alcune sculture del noto artista ceco David Černý. Ai suoi piedi c’è il piccolo cimitero ebraico con le sue caratteristiche sepolture, in parte distrutto durante i lavori di costruzione dell’opera. Altro importante cimitero del quartiere è il Nuovo ebraico, costruito nel 1881 e situato in uno splendido parco alberato pieno di edera rampicante. Il luogo è sempre meta di molti turisti perché in una delle sue tombe, riposano le spoglie del grande scrittore Franz Kafka. Dietro alla già citata statua equestre di Jan Žižka, sulla collina di Vítkov, si trova il Memoriale Nazionale, iniziato nel XIX secolo ma completato soltanto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nelle cui decorazioni è facile vedere l’impronta che i comunisti vollero imprimevi trasformandolo in un tripudio di arte socialista rivoluzionaria.
Numerose sono anche le chiese come quella di San Procopio, in stile Neogotico su Sladkovského náměstí, disegnata dagli architetti cechi Josef Mocker e František Mikš e consacrata nel 1903, e quella di San Rocco, protettore contro la peste, nei pressi di Olšanské náměstí, la più antica chiesa di Žižkov costruita in stile barocco tra il 1680 e il 1682. Il quartiere è sede anche della prestigiosa Scuola Superiore di Economia (VŠE), università che conta circa 20.000 studenti, importante centro di studi economici della nazione. Ma come in ogni quartiere popolare che si rispetti, non poteva mancare certo la squadra di calcio locale, e a rappresentare Žižkov nelle competizioni calcistiche nazionali è la FK Viktoria Žižkov, fondata nel 1903, e che gioca in casa nel Viktoria Stadion situato nella parte bassa del quartiere. Il Viktoria Žižkov è oggi l’unica squadra rimasta delle oltre 20 che prima della Seconda Guerra Mondiale facevano di Žižkov l’area urbana con il più alto numero di squadre di calcio della città.


From the noisy and crowded Wenceslas Square, proceeding Northeast for a couple of stops on tram n°9, you will find yourself catapulted into another reality, where the previous streets full of tourists and coloured lights of the city-centre, give way to the typical sounds, sensations, smells and aromas of the neighbourhood, where every-day life activities take place, marked by their distinctive urban pace. However, particularly with Žižkov, it is difficult to perceive the exact moment of transition from day to night, or from darkness to dawn, and it is just as true if you attempt to find a specific aspect or point -  such as a street or a particular building -  that marks an exact "emotional" borderline between the New Town and this neighbourhood, which is so different from the centre of Prague, but all the same, just as charming and fascinating.
Žižkov, whose main area today lies in the Municipal District of Prague 3 - but which was actually an independent town until the 1920s - got its name from the Hussite leader Jan Žižka from Trocnov in 1877, a Czech general and hero of the civil war in Bohemia, whose historical and legendary figure is inextricably linked to Czech national consciousness. The neighbourhood stands at the foot of Vítkov hill, a place in which Žižka, loyal to the ideals of Jan Hus, achieved a major military victory over the army of Emperor Sigismund in 1420, against a bigger army, made up of thousands more soldiers, compared to those of the Hussite rebels . On the hilltop, the stronghold of the Žižka Hussites, there is an imposing equestrian statue of the great leader (one among the biggest in the world), built by Bohumil Kafka in 1950, which represents him as a warrior.
Historically, Žižkov has always been a popular neighbourhood, especially during the communist period, when it became a symbolic place of the working classes, to such as extent as to become defined as "The red heart of Prague", due to the high number of  residents, who were particularly loyal to the Party. For a certain period of time, it was connected to the district of Vinohrady, but then became an independent area. Considered traditionally as rather "restless" and rebellious, Zizkov - with its nearly 58,000 inhabitants and an urban area of 5.44 km2 - is now a lively and dynamic neighbourhood and in the last few years, has  changed quite a lot architecturally as well as in reputation, becoming, if not dangerous, at least rather disreputable (The Czechs are in fact annoyed by the high density of Romany, who reside there, and for this reason, the area is now considered rather ill-famed), in a fashionable area, with an ever increasing number of alternative clubs and small coffee bars, that have allowed the district to maintain - more so than in any other place in Prague - the reputation of "Bohemien". It is no surprise then if Žižkov has remained a meeting place for artists and writers, such as Jaroslav Hašek, and was the birthplace place of famous people such as the Czech poet Jaroslav Seifert - Nobel Prize winner for Literature in 1984. The district is now also a destination for many foreigners, especially Americans (but also Italians), who choose it as a favourite place in which to reside, fascinated by its charming aura of decadence and, certainly, also attracted by the famous pubs and clubs, where the Czech underground culture was born and developed, including other interesting cultural movements during the course of history. But the historical years with vast numbers of decayed buildings, neglected facades and downgraded areas, is now almost a thing of the past, and the neighbourhood, during the warm summer and cold winter evenings, is still an attraction for young people, who  come here from all parts of the city to visit the symbolic pubs, such as the old "Nad Viktorkou" and the legendary "U vystřelenýho oka" (at the blinded eye), named in honour of Jan Zizka, or to the more modern "Akropolis", which is  currently the most important centre for cultural events in the neighbourhood. But nowadays, Žižkov is full of clubs, bars, pubs and coffee bars - to such an extent as to have become the European urban area with the highest number of public places. In addition to the traditional Czech pubs and taverns, numerous shops and restaurants have opened up in recent years, which sell ethnic products, set up in small spaces, which offer residents and visitors various kinds of oriental food and, at times, while walking along the streets of the neighbourhood, (which alternate with steep slopes and descents and which are imbued with the strong smell of various spices), the impression is that of not being in the red heart of Prague, but in some far off bazaar in Istanbul or in the streets of some other distant city in the East.
Even from an architectural point of view, Žižkov displays unique features which makes it impossible to confuse it with any other district in the Czech capital. Next to popular houses there are tall concrete buildings which overlook other wonderful Art Nouveau buildings, containing hidden courtyards, in a sort of architectural cacophony, but not without a charm of its own, which - engraved in stone, manifest the anarchic soul of the place, which is continually being transformed. The famous TV tower built between 1985 and 1992, based on a design by architect Václav Aulický and illuminated during the night by lights, (with the colours of the Czech flag), is 216 meters high and is the tallest tower in Prague overlooking the neighbourhood with its fascinating yet disquieting profile. Though it had been viewed with contempt by the local population during its construction, today its reputation has definitely improved and it has become the symbol of Prague 3 and, from its internal restaurant, one can enjoy a spectacular view of the city. An example of high-tech and futuristic architecture, that weighs over 11,800 tons. In 2000 the tower was decorated with a number sculptures by the famous Czech artist David Černý. At its foot, there is a small Jewish cemetery with its characteristic tombstones, which were partially destroyed during the construction work. Another important cemetery in the neighbourhood is the New Jewish cemetery , built in 1881 and located in a wonderful park with many trees, full of ivy. The place is visited regularly by numerous tourists, also because the great writer Franz Kafka is buried there. Behind the aforementioned equestrian statue of Jan Zizka on the hill of Vítkov, is the National Memorial, whose construction was started in the nineteenth century but not completed until the end of World War II, where in the decorations you may easily observe the modifications  made by the Communist in their attempt to transform it into an exultation of revolutionary socialist art.
There are also numerous churches, such as St. Procopius, built in a Neo-Gothic style in  Sladkovského náměstí, designed by the Czech architects Josef Mocker and František Mikš and consecrated in 1903, and that of San Rocco, protector against the plague, which is close to Olšanské náměstí, Žižkov's oldest church, built in Baroque style between 1680 and 1682. The neighbourhood is also home to the prestigious Advanced School of Economics (VSE), a University with approximately 20,000 students, which is an important national centre of economic studies. But as in every respectful working-class neighbourhood, there is also a local football team, and representing Žižkov in national football competitions is the FK Viktoria Žižkov team, which was founded in 1903, and which during home matches, plays at the Viktoria Stadium, located in the lower part of the neighbourhood. The Viktoria Zizkov team is the only left of the 20 previous ones that existed before World War II - which made Žižkov the urban area with the highest number of football teams in the city.


di Mauro Ruggiero / by Mauro Ruggiero