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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Vinohrady tra passato e presente / Vinohrady from past to present

Vinohrady tra passato e presente / Vinohrady from past to present

Tra i quartieri di Praga, quello di Vinohrady è tra gli esempi di raffinatezza artistica ed eleganza architettonica. Situato su una collina del lato destro della Vltava, nasce come vera e propria comunità urbana autonoma solo nella prima metà del XIX secolo e acquisisce il titolo di “città” nell’anno 1879.
All’inizio il suo territorio comprendeva per intero gli attuali quartieri di Vinohrady e Žižkov, ma venne in seguito ridimensionato più volte nel corso del tempo. Tra il 1788 e il 1867, la zona era conosciuta con il nome di “Viničné Hory” (Monte dei vigneti), mentre dal 1867 al 1968 con il nome di “Královské Vinohrady”, letteralmente “Vigneti reali”, in lingua tedesca: “Königliche Weinberge“. Il nome “Vinohrady” significa “vigneti”. Sin dal XIV secolo, infatti, tutta la collina fu destinata alla coltivazione della vite per volontà dell’Imperatore Carlo IV. Tra il XVIII e il XIX secolo, la zona nei pressi del Museo Nazionale, era stata invece convertita in una piantagione di gelsi ad opera di mercanti italiani di seta che si erano trasferiti a Praga.
Nel 1875 il quartiere fu diviso in due parti: “Královské Vinohrady I” e “Královské Vinohrady II”. La parte I fu rinominata “Žižkov” e l’altra mantenne invece il vecchio nome. La prima linea tranviaria fu costruita nel 1897 e collegava l’attuale zona di Piazza Venceslao a Flora, mentre il collegamento attraverso la linea A della metropolitana risale agli anni 1978-1980. Nel 1922, quando il quartiere entrò a far parte della ”Grande Praga”, venne contrassegnato come il XII distretto e il suo nome fu abbreviato in “Vinohrady”. Nel 1949 la parte Ovest fu unita alla Municipalità di Praga 2 e la parte Est rimase invece Praga 12. Nel 1960, quando Praga fu ridimensionata da 16 a 10 distretti, la parte Nord di Praga 12 fu unita a Žižkov (Praga 3) e la parte Sud a Praga 10. Secondo alcuni, questa divisione fu dovuta al fatto che Vinohrady era da sempre considerato un quartiere borghese e quindi politicamente inaffidabile a giudizio del regime comunista.
Vinohrady oggi si estende su una superficie di 3,79 kmq ed ha una popolazione di circa 56 mila abitanti. E’ un bellissimo ed elegante quartiere residenziale particolarmente amato dagli stranieri. Molti sono gli edifici in stile Neorinascimentale, Neogotico e Art Nouveau costruiti a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Anche gli italiani, che storicamente prediligevano come residenza la zona di Malá Strana, dopo la fine del Comunismo si sono spostati in molti in questo quartiere molto ambito per la sua vivibilità. La strada principale è la Vinohradská che si estende da Piazza Venceslao a Žižkov e Strašnice. Su questa arteria si trovano alcuni tra i palazzi più belli e importanti edifici come quello della Radio Ceca, il vecchio palazzo del mercato cittadino e la torre dell’acquedotto. La zona comprende quattro fermate della metropolitana “A” (Náměstí Míru, Jiřího z Poděbrad, Flora, Želivského) e molte linee di autobus e tram che la collegano con il resto della città.
Nella parte Ovest del quartiere si trova "Náměstí Míru" (Piazza della Pace) al cui centro sorge la bellissima chiesa cattolica di Santa Ludmila, in stile Neogotico, costruita tra il 1888 e il 1892 su progetto dell’architetto ceco Josef Mocker (lo stesso che ha completato la Cattedrale di San Vito). Santa Ludmila è stata riaperta dopo un lungo periodo di inattività nel 1992. La chiesa ha tre navate e il suo portale è stato decorato da Josef Václav Myslbek, ma molti altri famosi artisti contribuirono alla realizzazione dei magnifici interni. Alle spalle della chiesa, si trova la Casa della Cultura, un edificio progettato in stile neorinascimentale da Antonin Turek. È di Turek anche l’edificio del Mercato di Vinohrady situato sulla Vinohradská, costruito nel 1902 e uno degli ultimi mercati storici della città. Sempre di Turek il progetto della Torre dell’Acquedotto (Vinohradská vodárenská věž), costruita nel 1882 in stile neorinascimentale.
Vicino alla chiesa, sempre sulla piazza, si trova il Teatro di Vinohrady (Divadlo na Vinohradech) che è uno dei principali della città di Praga la cui costruzione risale al 1905. Tra i teatri di Vinohrady bisogna menzionare anche l’Opera di Stato di Praga (Státní opera Praha), fondato nel 1888 con il nome di “Nuovo Teatro tedesco” e conosciuto tra il 1949 e il 1989 come “Teatro di Smetana”. I suoi spettacoli iniziarono il 5 gennaio del 1888 con l’opera “Die Meistersinger von Nürnberg” di Richard Wagner.
Percorrendo in salita la Vinohradská si arriva ad un’altra piazza importante del quartiere, Náměstí Jiřího z Poděbrad (Piazza di Giorgio di Poděbrady), intitolata al Re di Boemia (1458 al 1471) primo monarca europeo a rinunciare alla fede cattolica adottando la religione del riformista Jan Hus.
Su questa grande piazza sorge la caratteristica e moderna Chiesa del Sacro Cuore, disegnata dall’architetto e urbanista sloveno Jože Plečnik tra il 1928 e il 1932. Dal 2010, l’edificio è considerato monumento nazionale. Nel quartiere di Vinohrady ci sono diversi parchi: quello di Havlíčkovy sady, che si trova vicino a Vršovice, è il secondo parco più grande della città. Qui si trova la maestosa Villa Gröbe, edificio neorinascimentale appartenuta all’uomo d’affari Moritz Gröbe e costruito alla fine del XIX secolo ai cui piedi viene ancora coltivata la vite nel vigneto di Grébovka. Altro parco è Riegrovy sady, situato sul lato sinistro della Vinohradská, sul confine con Žižkov. Il parco prende il nome dal politico ceco František Ladislav Rieger e grazie alla sua posizione permette di godere di una vista spettacolare sul Castello di Praga. Realizzato agli inizi del XX secolo in stile inglese, al suo interno è situata la Casa dei Sokol di Vinohrady, ancora oggi attivissimo centro sportivo.
Fa parte di Vinohrady anche la zone della Stazione Centrale (Hlavní nádraží), principale scalo ferroviario cittadino, aperto nel 1871 e inaugurato con il nome di Franz Joseph I. Durante la Prima Repubblica, la stazione prese il nome di “Stazione Wilson” (Wilsonovo nádraží) in onore al Presidente americano. L’attuale edificio Art Nouveau fu realizzato tra il 1901 e il 1909 su progetto dell’architetto ceco Josef Fanta.
Di giorno Vinohrady è un quartiere molto attivo anche se decisamente più tranquillo rispetto al centro. La zona è sede di molte aziende, negozi, ristoranti, compagnie internazionali, banche e istituzioni varie tra le quali l’Ospedale Universitario “Královské Vinohrady” della Facoltà di Medicina dell’Università Carlo IV. Anche nelle ore di punta, però, basta allontanarsi poco dalle arterie principali del quartiere per ritrovarsi subito in vie parallele alberate e silenziose, dove l’occhio, un po’ indiscreto, si sofferma velocemente ad ammirare soffitti eleganti e mobili raffinati che si intravedono oltre i vetri delle finestre dei palazzi, come quelli della via Moravská, Slovenská e Jana Masaryká.
Ma negli ultimi anni il quartiere si è aperto anche alla vita notturna grazie ad alcune discoteche, club e pub che popolano le sue vie e sono un polo d’attrazione per giovani e meno giovani che vogliono trascorrere una bella serata a cena fuori o divertirsi durante il weekend.
Particolarmente interessanti sono i numerosi Café, tra le stradine alberate, molti dei quali in stile retrò, con lampade dalle luci fioche e interni scuri, dotati di scaffali con libri; frequentati a tutte le ore del giorno da studenti o persone che cercano un angolo tranquillo dove poter leggere bevendo qualcosa lontano, ma non troppo, dal centro.



Out of the districts of Prague, Vinohrady is one of the great examples of artistic sophistication and elegance. It can be found on a hill on the right side of the Vltava, and was born as a genuine autonomous urban community only in the first half of the 19th Century acquiring the title of “city” in 1879.
Initially, it's territory consisted of the entire current areas of Vinohrady and Žižkov, but it was subsequently downsized repeatedly over time. Between 1788 and1867, the zone was known by the name of “Viničné Hory” (Vineyard mountain), then from 1867 to 1968 by the name of “Královské Vinohrady”, literally “royal vineyards,” or “Königliche Weinberge,“ in German. The name “Vinohrady” actually means “vineyards”. Actually from the 14th century, all of the hill was destined for the planting of the grapevine on the orders of the Emperor Charles IV. Between the 18th and 19th centuries however, it was converted into a mulberry plantation due to Italian silk markets which had  moved to Prague.
In 1875 the area was divided into two parts: “Královské Vinohrady I” and “Královské Vinohrady II”. Part  I was renamed “Žižkov” while the other one maintained it's old name. The first tram line was constructed in 1897 and connected the current zone of Wenceslas Square to Flora, while the connection through the A line of the metro took place from 1978-1980. In 1922, when the area first became part of the “Great Prague”, it was labelled as the 7th district and it's name was abbreviated to “Vinohrady”. In 1949 the western part was united with the borough of Prague 2 and the eastern part remained Prague 12. In 1960, when Prague was cut down from 16 to 10 districts, the northern part of Prague 12 was joined to  Žižkov (Prague 3) and the southern part to Prague 10. According to some, this division was due to the fact that Vinohrady had always been considered a bourgeois area and therefore politically untrustworthy to the communist regime.
Vinohrady today extends over an area of 3.79 Km² and has a population of around 56,000 inhabitants. It is a beautiful, elegant residential area particularly loved by foreigners. There are many Neo-Renaissance style buildings, as well as Neo-Gothic and Art Nouveau, built over the 19th and 20th centuries. Also the Italians who historically have preferred the zone Malá Strana zone, after the end of Communism have moved to this much desired area for it's liveability. The main street is Vinohradská which extends from Wenceslas Square to  Žižkov and  Strašnice. On this arterial road you can find some of the most beautiful, important buildings such as the one for Czech radio, the old Market Hall and the Water tower. Within the area are four stops of the A line of the City metro (Náměstí Míru, Jiřího z Poděbrad, Flora, Želivského) and many autobus and tram lines which connect to the rest of the city.
In the western part of the district is "Náměstí Míru" (Peace Square) in which the beautiful Catholic Saint Ludmila Church towers in the centre.  Built between 1888 and 1892 in Neo-Gothic style, it was based on the design of Czech Architect Josef Mocker (who also completed Saint Vitius Cathedral). Saint Ludmila was reopened after a long period of inactivity in 1992. The church has three naves and the portal was decorated by Josef Václav Myslbek, but many other famous artists contributed to the completion of the magnificent interiors. Behind the church, is the House of Culture, a building designed in Neo-Renaissance style by Antonin Turek. Turek is also the designer of the Vinohrady Market Hall building, which was built in 1902 and one of the last historical markets of the city, and also the Water Tower (Vinohradská vodárenská věž), built in the same style in 1882.
Near the church, but still in the square, is the Vinohrady Theatre (Divadlo na Vinohradech), one of the city's main theatres, which was built in 1905. Among the other theatres of Vinohrady, one should mention the State Opera (Státní opera Praha), founded in 1888 as the “New German Theatre,” and known between 1949 and 1989 as the “Smetana Theatre.” It's performances started on the 5th January 1888 with Richard Wagner's opera “Die Meistersinger von Nürnberg.”
Going uphill on Vinohradská street you reach another important square, Náměstí Jiřího z Poděbrad (George of Poděbrady Square), named after the King of Bohemia (1458 to 1471), the first European monarch to renounce the Catholic faith while adopting the religion of the reformist Jan Hus.
In the large square the distinctive, modern Church of the Sacred Heart, designed by  Slovenian architect and urban planner Jože Plečnik between 1928 and 1932. From 2010, the building has been considered a national monument. In the Vinohrady area, there are various parks, Havlíčkovy sady, which is near to  Vršovice, is the second largest park in the city. Here you can find the majestic Gröbe Villa, a Neo-Renaissance building which belonged to the businessman  Moritz Gröbe and was built at the end of the 19th Century, and under which the Grébovka grapevines there are still cultivated. Another park is Riegrovy sady, located on the left side of  Vinohradská, on the border with Žižkov. The park takes the name of the Czech politician  František Ladislav Rieger and thanks to it's position, allows you to enjoy a spectacular view of Prague Castle. Established at the beginning of the 20th Century, inside the park you find the Vinohrady Sokol Building, which is still an active Sports Centre.
Also forming part of Vinohrady is the area of the main station (Hlavní nádraží), the main city railway yard, which opened in 1871 and was inaugurated with the name of Franz Joseph I. During the First Republic, the station took the name of “Wilson Station,” (Wilsonovo nádraží) in honour of the American President. The current Art Nouveau building was built  between 1901 and 1909 from the designs of Czech architect Josef Fanta.
During the daytime, Vinohrady is a very active area, though certainly quieter than the centre. The zone is the home of many businesses, shops, restaurants, international companies, banks and various institutions among which  is the “Královské Vinohrady” University Hospital of the Medicine Faculty of Charles IV University. Even during rush hour, it is enough to move away from the main roads of the area to immediately find yourself in parallel tree-lined, silent streets, where the eye, slightly indiscreetly stops quickly to admire the elegant ceilings and refined furniture that you can glimpse at through the glass of the building windows, such as those on Moravská, Slovenská and Jana Masaryká streets.
But in the last few years even the nightlife of the area has taken off thanks to some discos, clubs and pubs which fill up it's streets and are a centre of attraction for young and not so young people who want to spend a pleasant evening outside for dinner or have fun over the weekend.
Of particular interest are the numerous cafes, on the narrow tree-lined streets, many of which are in retro style with dim lights and dark interiors, equipped with bookshelves; attended throughout the day by students or people who look for a quiet corner to read whilst having a drink, far but not too far from the centre.

di Mauro Ruggiero / by Mauro Ruggiero