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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Nuovo Nedvěd cercasi / Searching for the new Nedvěd

Nuovo Nedvěd cercasi / Searching for the new Nedvěd

Viaggio alla scoperta dei nuovi talenti del calcio ceco

Lo si è già detto e ribadito: con l’addio al calcio di Pavel Nedvěd e di altri campioni della sua generazione, le quotazioni del movimento calcistico ceco in campo internazionale hanno subito un certo ribasso e un conseguente calo di interesse fra gli appassionati locali.
In particolare per quanto riguarda il biondo centrocampista di Cheb - ricordato ancora oggi come “cuore e acciaio” dai tifosi della Lazio e “furia ceca” da quelli juventini, è come se restasse da colmare una sorta di vuoto. Una sensazione del tutto comprensibile, dopo una carriera durante la quale, l’ex capitano della nazionale ceca è divenuto un simbolo, una bandiera, esaltando le qualità storiche del calcio ceco: la forza, la tenacia e la pragmaticità della Scuola danubiana.
Possiamo però dare per finito un movimento calcistico che - dopo gli antichi fasti della Cecoslovaccia di Josep Masopust prima (seconda ai mondiali di Cile ’62), e di Antonin Panenka poi (Campione d’Europa nel 1976) fino ad arrivare al secondo posto ai Campionati Europei del 1996 della Repubblica Ceca di Nedvěd - sembra affrontare un momento difficile negli ultimi anni? Pare proprio di no.
La prestazione della nazionale ceca agli ultimi campionati europei, in Polonia e Ucraina, ha dato segnali confortanti. Dopo l’esordio disastroso contro la Russia, la squadra è riuscita a chiudere al primo posto il girone, battendo Grecia e Polonia. L’avventura europea è finita onorevolmente contro il Portogallo del marziano Ronaldo.
La compagine ceca ha dato sopprattutto l’idea di una squadra solida con una buona organizzazione tattica, superando anche lo scetticismo dei tifosi. 
Ma come già si è detto, urge un nuovo Nedvěd
Tra i giovani, Euro 2012 ha visto brillare Václav Pilař, classe ’88, appena passato ai tedeschi del Wolfsburg, dopo una grande stagione con il Viktoria Plzeň. Autore anche di due gol contro la Russia e la Grecia, Pilar, diverso per caratteristiche dallo stacanovista Nedvěd, è stato comunque accostato all’ex juventino per la capacità negli inserimenti e il moto perpetuo. Gioca sulla fascia sinistra con una spiccata propensione alla fase d’attacco, rapido e abilissimo nel farsi trovare dai compagni. Un ventitreenne che promette sicuramente bene per il futuro del movimento calcistico del Paese, seppure abbia lasciato il Plzeň attirato dalle sirene della Bundesliga, dove il giro di denaro è ben superiore a quello della Gambrinus Liga. Un fatto non nuovo per i giocatori cechi: ben sette dei ventirè convocati agli ultimi europei militano in squadre tedesche.
Ma non sono solo i giocatori in fuga ad aver impressionato positivamente. Lo scorso campionato ha fatto rilevare un generale miglioramento del livello del torneo. Innanzitutto un dato che riguarda il pubblico: durante la stagione 2011/2012 la media è stata di 4732 spettatori per partita, 233 in più rispetto all’anno prima. Numeri non certo da capogiro se paragonati agli standard italiani, ma sintomo comunque di un maggior interesse verso il calcio nazionale. La stagione scorsa è stata contraddistinta anche da una maggiore spregiudicatezza nello stile di gioco delle squadre; un approccio più offensivo, una maggiore determinazione nel puntare ai tre punti. Dopo i 635 gol della passata stagione, record assoluto del torneo, anche il nuovo campionato sembra promettere bene da questo punto di vista.
Nella Gambrinus Liga non mancano i nuovi talenti, quattro giovani in particolare, che a nostro parere vale la pena seguire.
Il primo è l’attaccante Jan Chramosta, 21 anni, neocapitano del Mladá Boleslav. È un finalizzatore, classico killer d’area di rigore, dotato di un’ottima tecnica. Al suo attivo 88 partite e 28 gol nella Gambrinus Liga: niente male per un classe ’90. Presenza fissa nell’Under 21, è stato indicato dal tecnico della nazionale maggiore Michal Bílek come l’erede di Milan Baroš, che ha appena chiuso la carriera in nazionale. Chramosta è attualmente fermo per via di un infortunio al ginocchio, rottura del legamento crociato. Lo attendono dai quattro ai sei mesi di stop, ma è giovane e con tutto il tempo per rifarsi.
La seconda promessa che segnaliamo viene dal vivaio dello Sparta Praga, il club più titolato della Repubblica Ceca: Václav Kadlec, ventenne, anche lui centravanti di mestiere. Secondo gli esperti è il giocatore ceco di maggior classe dopo Tomáš Rosický ed è stato premiato talento ceco dell’anno nel 2010. Insomma, un predestinato. Un po’ egoista in alcune situazioni, sotto porta è però implacabile, grazie a un fiuto del gol e a un senso della posizione che gli permettono di andare a segno in tutti i modi. Ha esordito in Gambrinus Liga nel 2008 e ha segnato il suo primo gol a soli 16 anni. I grandi club inglesi, spagnoli e italiani gli hanno messo gli occhi addosso già da qualche tempo e molti appassionati temono che questa possa essere la sua ultima stagione in patria.
In casa Sparta c’è anche un’altra promessa, Ladislav Krejčí, anche lui classe ’92. Premiato talento ceco dell’anno 2011 non a caso, Krejčí si è messo molto in mostra durante la scorsa stagione. È un esterno sinistro di centrocampo, mancino naturale. Nonostante la giovane età, è già un titolarissimo del centrocampo granata. Non è un giocatore che spicca per particolari doti tecniche, ma in grado di dare un inesauribile contributo in fase di attacco, ma anche di contenimento e di non possesso palla. Ha ancora da migliorare sotto porta e soffre il gioco nello stretto, ma l’apporto dato alla squadra in termini di chilometri macinati e cross effettuati fanno ben sperare per il futuro. Il giovane è stato paragonato a Nedvěd per la sua maturità nell’allenamento e nella cura della preparazione atletica.
L’ultimo giocatore che consigliamo di seguire è Vladimír Darida, ventiduenne centrocampista centrale del Viktoria Plzeň, squadra con la quale esordisce in Gambrinus Liga il 24 aprile 2010. Il fisico non certo imponente del giovane Darida (1,70 m per 60 kg) non deve destare perplessità. È un giocatore dotato di una tecnica sopraffina e di una non comune visione di gioco. È il cuore del centrocampo del Plzeň; infatti dopo il trasferimento di Petr Jiráček al Wolfsburg il piccolo playmaker è diventato titolare inamovibile. Convocato a sorpresa dal ct Bilek ai campionati europei in qualità di vice Rosicky, il giovane ha convinto tutti. Rapidità con la palla ai piedi, dinamismo, ottimi lanci e inserimenti costanti fanno di lui un centrocampista più che completo. Nell'ultima stagione ha messo a segno 4 gol e 5 assist in 22 partite di campionato. Ha stupito in positivo nella partita di Europa League della scorsa stagione contro lo Schalke 04, siglando il gol dell’1-1 finale. Anche per lui non sono mancate le voci di mercato. I russi del Krasnodar hanno offerto 6 milioni di euro per assicurarsene il cartellino, ma la proposta è stata rispedita al mittente dal Viktoria. Almeno per questa stagione Darida continuerà a giocare per i colori di Plzeň.
Questi i quattro talenti da tener d’occhio. Non si vuole certo parlare di rinascita del calcio ceco a partire da questi quattro giovani. Per il nuovo Nedvěd bisognerà ancora aspettare, questo è certo. D’altronde parliamo di un campionissimo, di uno dei migliori giocatori a livello mondiale degli ultimi quindici anni, Pallone d’oro nel 2003, vice-campione d’Europa sia a livello di nazionale che di club. Intanto, però, aspettando la nuova “furia” la Repubblica Ceca si coccola queste giovani promesse. Se sono rose, fioriranno.

di Maurizio Marcellino

-Progetto Repubblica Ceca-

 

The journey to discover the new talents of Czech football

It has already been stated and reasserted: since the retirement of Pavel Nedvěd and other world class talents of his generation, the status of Czech football internationally has undergone a notable decline leading also into a drop in interest from the local supporters.
Regarding particularly the blonde midfielder from Cheb, still known today as “heart and steel” amongst the Lazio fans, and “Czech fury” among the Juventus fans, it is as if these is a void to be filled in. A feeling which is totally comprehensible after a career in which the ex-captain of the Czech national team became a symbol and star celebrating all the historical qualities of Czech football, the power, the perserverance, and the pragmatism of the Danube school.
Can we really consider this to be the end of a movement which boasts the splendour of the Czechoslovakia of Josep Masopust (second in the World Cup in Chile 1962), and Antonin Panenka (European champions in 1976) before reaching second place in the 1996 European championships as the Czech Republic lead by Nedvěd? Despite going through a difficult period, it seems not.
The performance of the Czech national team in the last European championships, in Poland and Ukraine, produced promising signs. After the disastrous opening game with Russia, the team managed to finish the group in top place by beating Greece and Poland. The european adventure ended honourably against the Portugal of the Martian Ronaldo.
The Czech team particularly gave an impression of a solid team, well organized from a tactical point of view and they overcame the scepticism of their fans.
As said however, a new Nedvěd is necessary.
Amongst the youngsters in Euro 2012 who shone was Václav Pilař (born in 1988), who recently signed for Wolfsburg in Germany after a terrific season with Viktoria Plzeň. Pilař, the scorer of two goals, against Russia and Greece, possesses different characteristics to the Stakhanovite Nedvěd but nevertheless he has been compared to the ex-Juventus player for his perpetual motion and weaving ability. He plays on the left wing with a notable penchant for   attacking, a fast mover who easily enables his teammates to pick him out. A  twenty-three year old who promises a lot for the footballing future of the country, despite leaving Plzeň after being attracted by the sirens of the Bundesliga, which boasts considerably more money than the Gambrinus League. The move was nothing new for Czech national team players of whom seven  play for German teams.
However, not only the players heading abroad made an impression. The last championship displayed a notable improvement in the level of the competition. Firstly, the statistics regarding the public, show that during the 2011/2012 season the average attendance was 4732 spectators per game, 233 more than the previous year. Not exactly staggering figures when compared to Italian standards, yet it is a symptom of the increase in interest in national football. Last season was also characterized by more daring attitudes regarding the style of play of the teams, with more emphasis on attacking and more determination to obtain only three points from the matches. Following the 635 goals scored last season, which is the all time record in the championship, this season too appears to promise us a lot from this point of view.
The Gambrinus league does not lack in new talents, four stand out in particular, who in our opinion are worth keeping an eye on,
The first one is the striker Jan Chramosta, 21 years old the new captain of Mladá Boleslav. He is a finisher, a classic penalty box predator, blessed with excellent technique. He already has 88 games and 28 goals in the Gambrinus liga under his belt, not bad for someone born in 1990. A regular starter in the Under 21 team, he has been indicated by the coach of the main National team  Michal Bílek as the heir to Milan Baroš who just ended his career with the national team. Chramosta is currently out with a knee injury, the rupture of his cruciate ligament.  They are expecting him to return in four to six months but he is young with lots of time to recover.
The second promise that we draw our attention to is from the youth team of Sparta Prague, the most successful club of the Czech republic: Václav Kadlec, twenty years old and another born striker. According to experts he is the most talented Czech player since Tomáš Rosický and he was awarded the Czech talent of the year award in 2010. In short, someone predestined. He remains too selfish in some situations, but is merciless in front of goal, thanks to his killer instinct and a sense of positioning that allows him to score in all possible ways. He made his Gambrinus league debut in 2008 and scored his first goal aged only 16. The big English, Spanish and Italian clubs have been keeping an eye on him for a while and many fans fear that it could be his last season in his homeland.
There is another great promise within Sparta, Ladislav Krejčí, also born in 1992. It is not a coincidence that Krejčí, who showed off his talents last season, won Czech talent of the year in 2011.  Naturally left-footed, he plays left midfield. Despite his young age, he is already a starter in the Sparta midfield. He is not a player with particularly notable technical abilities but is able to provide endless contributions in attack and also in holding and when not in possession. He needs to improve in front of goal and suffers when playing in restricted spaces, but the contribution given to the team in terms of mileage clocked in as well as the crosses made give us a lot to hope for in the future. The youngster has been compared to Nedvěd for his maturity in training and care taken in his athletic preparation.
The last player we recommend you to follow is Vladimír Darida, the twenty-two year old central midfielder from Viktoria Plzeň, the team with which he made his Gambrinus Liga debut on the 24th April 2010. While not exactly physically imposing (1.70 m and 60 Kg), the young Darida should not arouse perplexion. He is blessed with  first-rate technique and uncommon pitch vision. He is the heart of the  Plzeň midfield, and in fact after Petr Jiráček's transfer to Wolfsburg, the little playmaker has become a fixed starter. With his surprise call by coach Bilek for the European Championships as back up for Rosicky, the youngster has now convinced everyone. His speed with the ball at his feet, dynamism, long passes and constant weaving make him a more than complete midfielder. Last season he netted 4 goals and got 5 assisted in 22 league games. He stunned everyone in the Europa league game against Schalke 04, sealing the equalizer in a the 1-1 draw. He too has been the subject of numerous rumours in the transfer market. The Russian team Krasnodar have offered 6 million euros to secure the registration of the player, but the proposal was rejected by Viktoria. At least for one more season we will see Darida wear the colours of Plzeň.
These are the four talents to keep an eye on. This is not to say that a rebirth in Czech football is being lead by these four youngsters. For the new Nedvěd we will need to wait longer, this if for sure. Besides we are talking about a world class talent, one of the worlds best players of the last fifteen years, Ballon D'or of the year 2003, European Champion and Champions league runner up for both club and country. However, whilst waiting for the new “fury” of the Czech national team these young promises are to be nurtured. Only time will tell.

by Maurizio Marcellino