Menu

Servizi e prodotti

Real Estate

Nell’area Real Estate IBC annovera competenze professionali focalizzate all’acquisizione e sviluppo degli...

Consulenza societaria e legale

IBC affianca gli imprenditori sin dalle fasi precedenti la formalizzazione della società, accompagnandoli nel...

Management consulting

IBC supporta le imprese Clienti dalla fase di ideazione a quella di implementazione. Per le nuove iniziative...

Gestione Amministrativa

IBC offre un servizio personalizzato di gestione amministrativa in funzione delle specifiche esigenze del cliente....

Publishing

IBC aggrega un team di professionisti con esperienza pluriennale nella redazione di Progetto Repubblica Ceca (Editore...

ICT consulting & software development

IBC fornisce servizi di progettazione, consulenza e assistenza nell’Information & Communication Technology....

Office Rental

Alle aziende che non hanno una sede a Praga, IBC è in grado di offrire un servizio di “Office Rental”...

Area riservata

Ricerca

IBC Planet

Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Miliardari e sceriffi dell’anticorruzione / Billionaires and Anti-corruption Sheriffs

Miliardari e sceriffi dell’anticorruzione /  Billionaires and Anti-corruption Sheriffs

In un paese come la Repubblica Ceca, costantemente indicato ai vertici in campo europeo per tasso di corruzione - con intrecci insolubili fra business e politica, dove le leggi dei più imbroglioni prevalgono spesso sui codici e sulle più elementari regole di mercato - una novità degli ultimi tempi sono le campagne di moralizzazione avviate da alcuni importanti uomini d’affari.
A fare la voce grossa, a quanto pare senza alcun timore di colpire in alto, sono soprattutto in tre: Karel Janeček, un matematico 38enne, diventato miliardario con il trading algoritmico, Radim Jančura, il re del settore trasporto passeggeri su strada e Andrej Babis, magnate del settore agrochimico ceco.
Nonostante la giovane età, il titolo di “imprenditore pioniere dell’anticorruzione” va attribuito senz’altro a Janeček, il proprietario della Rsj Algorithmic Trading (una delle principali aziende al mondo nel campo dei contratti futures e altri strumenti derivati, principale operatore del London International Financial Futures Exchange, con un utile netto nel 2010 di un miliardo di corone, circa 40 milioni di euro). La Rsj, tra l’altro, è un’azienda che non dipende quasi in alcun modo dalla Repubblica ceca. A Praga ha solo la sede operativa, in un panoramico, ma normale appartamento del centro storico. Per il resto solo transazioni online in mercati stranieri.
Janeček, in altre parole, avrebbe potuto tranquillamente rimanersene lontano dai riflettori ma nel 2009 ha deciso di scendere in campo, con la creazione di una fondazione anticorruzione, il Nadační fond proti korupci (Nfpk). L’obiettivo è di sostenere iniziative utili per fronteggiare questo malcostume. Lo scorso anno, quando la fondazione Nfpk ha iniziato ufficialmente le proprie attività, il primo passo è stato quello di premiare con un assegno di 500 mila corone due funzionari pubblici, i quali, mettendo a rischio il proprio posto di lavoro e la propria sicurezza, hanno svelato grossi giri di tangenti.
“Potrei, con la mia famiglia, risiedere e lavorare negli Stati Uniti. Ma la Repubblica ceca è la mia casa e ho deciso di dare un contributo per migliorarla. La corruzione è la peggior forma di ladrocinio che esista, rovina la società, nuoce gravemente all’economia” afferma Karel, dottorato alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, noto per il suo stile di vita modesto, occhialini da studente secchione, un po’ alla Bill Gates.  
Fra i compiti che il Nadacni fond si propone c’è anche quello di svolgere una propria attività di inchiesta, in primo luogo raccogliendo prove e documenti su gare pubbliche truccate. In questo ambito Janeček ha subito trovato l’alleanza del generale Karel Randák, uno 007 in congedo, ex capo dei servizi di intelligence della Repubblica ceca.
La mano di quest’ultimo, non senza polemiche da parte di grossi calibri della politica, si è vista nei mesi scorsi, quando l’ex 007, documenti alla mano, ha fatto scoppiare lo scandalo degli appalti gonfiati dell’azienda trasporti pubblici della città di Praga, il Dopravni podnik, una vicenda, costata la reputazione e il posto a Martin Dvorak (per anni intoccabile direttore generale del Dp), che sta facendo tremare le gambe ai cosiddetti “padrini di Praga”.
Uno dei primi a schierarsi al fianco di Janeček e del Fondo anti corruzione, è stato Radim Jančura, titolare della Student Agency, un imprenditore celebre per aver rivoluzionato il trasporto passeggeri su strada – sbaragliando la concorrenza grazie a prezzi low cost e servizi di assoluto livello europeo – e che ora, coi suoi treni privati, sta mettendo in serio imbarazzo la posizione del colosso ferroviario di stato Ceske drahy.
“Il problema maggiore nel nostro paese sono le gare pubbliche. E’ lì che si annida il malcostume peggiore. Il nostro è un paese dove si concedono appalti pubblici per circa 600 miliardi di corone l’anno, circa 24 miliardi di euro, cifra gonfiata per finalità ben immaginabili, del 20%, forse anche del 30%. Eppure basterebbe una normativa sugli appalti fatta in modo adeguato”.
Il mese scorso Jančura - classico self-made man, anch’egli noto per lo stile di vita sobrio e per la passione per il lavoro - si è scagliato direttamente contro il ministro delle Finanze, il conservatore Miroslav Kalousek, un personaggio politico al centro di vicende controverse e di appalti chiacchierati - accusandolo di essere “un ladro che si è arricchito a spese dei contribuenti”. Alla notizia della querela per diffamazione presentata da Kalousek, Jančura ha rincarato la dose in diretta televisiva: “Come posso avergli rovinato la reputazione se il nostro ministro delle Finanze è un Lucifero. Come può il nostro paese affidare le casse pubbliche a un personaggio di questo genere, che avrebbe una sola cosa da fare: espatriare e non farsi più vedere?”.
Senza peli sulla lingua, nel dimostrare il proprio sdegno verso i piani alti della politica ceca si è dimostrato anche Andrej Babiš - proprietario dell’impero agrochimico Agrofert, considerato il secondo uomo più ricco del paese, con un patrimonio valutabile in miliardi di euro. Meno giovane dei primi due, slovacco di origine, uomo di carriera anche durante il periodo del regime, posizione che gli ha consentito, dopo il 1989, – qualcuno dice non senza ombre – di sfruttare in maniera ottimale tutte le opportunità del neonato sistema capitalistico. Proprio Babiš, dopo anni di silenzio e di massima discrezione, lo scorso autunno si è scagliato contro il Castello di Praga, accusando il presidente Václav Klaus di essere “storicamente” un punto di riferimento per i corrotti della Repubblica Ceca. Un’accusa non generica, visto che Babis è giunto persino a raccontare di quando un fedelissimo di Klaus gli chiese una tangente per evitare che il capo dello Stato ponesse il veto su una legge sui biocarburanti. Episodio subito smentito, ma che la dice lunga del tipo di livello che ha raggiunto lo scontro.
“Nel nostro paese la rivoluzione l’ha fatta Vaclav Havel – ha detto Babiš, ricordando l’ex presidente, recentemente scomparso – ma poi ad aver abusato e approfittato dei cambiamenti è stato Klaus. Ora la degenerazione è fuori da ogni controllo, la corruzione è diventata la regola. Ventitre anni dopo la rivoluzione di velluto, è giunta l’ora di una nuova ribellione”.


In a country such as the Czech Republic, constantly rated in Europe among the highest in terms of corruption - with insoluble intrigues between business and politics, where the laws of tricksters often prevail over the codes of conduct and basic rules of the market - a novelty in recent times has been the moralization campaigns launched by a number of prominent businessmen.
To speak out and without fear of hitting the establishment, are above all three men: Karel Janecek, a 38 year-old mathematician, who became a millionaire with algorithmic trading, Radim Jančura, king of the road passenger transport sector and Andrej Babis, the Czech agrochemical industry tycoon.
Despite his young age, the title of "anticorruption pioneer entrepreneur” definitely goes to Janecek, the owner of RSJ Algorithmic Trading (one of the leading companies in the world in the field of futures and other derivatives and the main operator of the London International Financial Futures Exchange, with a net profit in 2010 of one billion crowns, about 40 million euro). RSJ, among other things, is a company that hardly depends in any way from the Czech Republic. In Prague, in fact, it only has its headquarters, in a scenic, but normal apartment in the historic center. For the rest, it only does online transactions in foreign markets.
Janeček, in other words, could have easily remained away from the spotlight, but in 2009 he decided to enter the battleground by creating (Nfpk) an anti-corruption institution called Nadační fond proti korupci, whose objective is to support initiatives in order to help tackle corruption. Last year, when the Nfpk foundation officially started its activities, its first step was to grant 500 thousand crowns to two public officials who, although they risked losing their jobs and personal safety, were able to discover important attempted bribes.
"I could choose, together with my family, to live and work in the United States, but the Czech Republic is my home and I have decided to contribute and work to improve it. Corruption is the worst existing form of theft: it ruins society and is seriously detrimental to the economy", states Karel - Ph.D. at Carnegie Mellon University in Pittsburgh - known for his modest lifestyle and swot type glasses, a bit like Bill Gates.
Among the aims of Nadacni fond, is also that of carrying out its own investigation, primarily to gather evidence and documentation on the existence of rigged public tenders. In this context, Janeček soon received support from General Karel Randak, a retired 007, former head of the Czech Republic  intelligence services.
His support, not without controversy from the big political guns, became manifest in recent months, when the former 007 - documents at hand – brought to light the scandal of the inflated tenders concerning the Prague public transport company Dopravni podnik, an issue that cost the reputation and job to Martin Dvorak (for years, the untouchable general manager of Dp), an issue which is causing a great deal of concern to the so-called "Prague godfathers".
One of the first to take sides with Janecek and the anti-corruption Fund , was Radim Jančura, owner of the Student Agency, an entrepreneur known for having revolutionized road passenger transport - beating off competition with low prices and European standard services – and who, with his private trains, is now creating serious embarrassment to the position of the giant State railway company Ceske drahy.
"The biggest problem in our country has to do with public tenders, and this is where the worst malpractice takes place. Ours is a country where public contracts amount to around 600 billion crowns a year, about 24 billion euro, a figure that is often inflated for purposes that can be easily imagined, by 20%, maybe even 30%, and yet, to solve things, it would suffice to make a proper law on tenders".
Just last month, Jančura – a classical “self-made” man, also known for his simple lifestyle and passion for his job – attacked the Finance Minister, the conservative Miroslav Kalousek, a political figure at the center of controversial and alleged suspicious contracts - accusing him of being "a thief who has grown rich at the expense of taxpayers".  Following the news of the libel suit filed by Kalousek, Jančura even laid it on thicker on live television by saying: "How can I have ruined his reputation if our Finance Minister is a Lucifer. How can our country entrust its public coffers to such a character, who  is left with just one choice: leave the country and not return again?".
Also quite blunt, in showing his outrage towards high ranking Czech officials, was Andrej Babis - owner of Agrofert the agrochemical empire, considered the second richest man in the country, with assets worth billions of euro. Older than the first two and of Slovakian origin, a career man during the period of the regime, a position which enabled him after 1989 - some say not without shadows - to optimally take advantage of all the opportunities offered by the newly born capitalist system. Babis himself, after years of silence and discretion, just last autumn, lashed out against the Prague Castle, accusing President Vaclav Klaus of being "historically" a point of reference for corrupt officials  in the Czech Republic. A non generic accusation, in also in view of the fact that Babis went even further by telling the story of when a loyal follower of Klaus’s asked him for bribe money to avoid the Head of state from putting a veto on a bio-fuel law. An episode that was soon denied, but which highlights the level of the dispute.
"The revolution in our country, was carried out by Vaclav Havel - Babis added, recalling the former president, who recently passed away - but it was Klaus who then abused and took advantage of the changes. Now the degeneration is out of control and corruption has become the rule. Twenty-three years after the Velvet Revolution, the time has come for a new rebellion".

 

di Giovanni Usai / by Giovanni Usai