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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Mikulov, grande e piccola / Mikulov, big and little

Mikulov, grande e piccola / Mikulov, big and little
“La vita e l’arte si basano sul contrasto delle misure”, almeno così sostengono alcuni critici illustri. Fatte le debite proporzioni, abbiamo provato a verificare questa affermazione. Ed eccoci quindi in visita presso un piccolo e poco noto produttore: la cantina Ing. Vojtěch Pazderka di Mikulov.
Il panorama enologico europeo è tradizionalmente caratterizzato da una forte disomogeneità dimensionale. In ciascuna regione enologica si riscontra a fianco di grandi e medi produttori, talvolta di proprietà di grandi gruppi industriali e finanziari, una foltissima presenza di produttori familiari tutti, pur nelle loro diversità culturali e produttive, accomunati da una passione per il vino che definiremmo “popolare”.
È il vino per tutti i giorni e per tutti i portafogli, è il vino fatto per la propria famiglia ed i propri amici innanzitutto, è il luogo dei clienti abituali con i quali si parla delle rispettive vite, affanni ed aneddoti.
È l’altro vino, quello fuori dai circuiti dei ristoranti stellati e delle guide, quello con cui le nostre mamme cucinano per noi e protagonista principale (per quantità complessivamente prodotta e venduta) delle tavole di tutti noi amanti del vino.
Costituisce un modesto consiglio a tutti i lettori affermare che si possono scoprire buone bottiglie a prezzi attorno ai cinque euro e che quindi vale la pena di curiosare.
La regione enologica di Mikulov, una delle più importanti per quantità e qualità nella Moravia del Sud, non poteva essere dimenticata dalle nostre scorribande alla scoperta dei vini cechi, anche perché si tratta, senza dubbio, di un luogo magnifico. Inoltre, la vicinanza con la regione di Wachau in Austria fa si che Mikulov diventi un punto d’appoggio ideale per visitare una delle zone enologiche più famose al mondo per la coltivazione del Riesling.
Arrivando a Mikulov non possiamo fare a meno di notare il castello che domina la sottostante cittadina, ben arroccato com’è in cima ad una collina.
L'aspetto del castello è il risultato di diversi interventi; la prima grande edificazione avviene in epoca rinascimentale su sedimento basso medioevale. A seguito dell’incendio del 1719 subisce un nuovo pesante intervento, fino ad arrivare all’aspetto attuale dovuto a nuove ristrutturazioni ottocentesche. Ricco di importanti parti, il castello contempla anche un’antica biblioteca con ca 11.000 volumi ed una sinagoga. Nelle cantine si trovano ancora oggi tini, pigiatrici ed una botte del 1643 avente la capacità di 104.000 litri! Testimonianze di un grande passato enologico ma anche prodromi di un chiaro presente.
La storicità del luogo e percepibile in ogni parte del centro. Basta infatti visitare la suggestiva piazza per rendersene conto. Subito sottostante il castello ed un tempo sede del mercato cittadino, oggi è un semplice luogo di aggregazione, con le antiche case della borghesia mercantile che vi si affacciano.
Veramente particolare il palazzo d’angolo denominato Casa dei Cavallieri in Mikulov Náměstí, recante delle curiose pitture parietali di epoca rinascimentale dove sono raffigurati vari personaggi tra i quali alcune divinità dell’antica Grecia:  Zeus, Hermes, Afrodite e l’immancabile Dionisio intento, nemmeno a dirlo, alla raccolta ed alla contemplazione di un grappolo d’uva, mentre sul lato subito consecutivo si nota la rappresentazione del diluvio universale con relativa arca che ondeggia tra i flutti. Peculiare anche l’efficace scelta cromatica del bianco e del nero.
Si ha quasi l’impressione che  la volontà dell’artista sia stata indirizzata al non voler scontentare nessuno, siano esse divinità in auge alla sua epoca o antiche e mitologiche.
Ma sono veramente molti i punti di interesse artistici di questa bella cittadina, basti pensare al ghetto Ebraico o alla chiesa di Sant’Anna, luogo di sepoltura della dinastia Dietrichstein.
Ed arriviamo al momento della visita in cantina: appena entrati veniamo rapiti dalla vetustà del luogo che subito ci trasmette la sensazione di una antica bottega, sia per la presenza di carabattole varie, sia per le dimensioni e forma. Infatti, accolti in una prima cella, dove trovano posto pochi tavoli, notiamo l’accesso alla cantina vera e propria. Aperto l’antico portoncino in legno si offre alla nostra vista una volta a botte piuttosto bassa dove notiamo piacevolmente ancora le monete lasciate dai visitatori e  dove trovano posto varie antiche botti, alcune delle quali ancora in uso. Altre, con le tavole divelte, dimostrano l’inesorabilità dell’azione del tempo.
La famiglia Pazderka, in quanto produttrice di vino, fonda la prima azienda enologica della propria storia nel lontano 1656, anno in cui la famiglia arriva in Moravia. Da allora ai giorni nostri i Pazderka producono il vino quasi ininterrottamente ma in luoghi diversi della Moravia e, a partire dal 1988 il luogo di produzione e vendita è nell’edificio situato oggi in Brněnská 26 a Mikulov.
L’attuale cantina (intesa come luogo) è tuttavia attiva dal 1848 quando uno sconosciuto uomo d’affari tedesco vi stabili il luogo di produzione e stoccaggio del proprio vino. Le cronache archeologiche familiari (lo scoprirono nel corso dei lavori di rifacimento della pavimentazione) ci raccontano anche di un precedente proprietario di origine ebraica, del quale sono stati ritrovati alcuni bicchieri che ne riportavano il nome.
Attualmente la famiglia Pazderka coltiva su un’estensione di sei ettari a quali si aggiungeranno presto altri due nuovi ettari di recente piantumazione.
Da questa superficie si ricavano circa 350/400 ettolitri annui di vino (di cui circa l’80% bianco) a cui si aggiunge una limitatissima produzione di spumante metodo martinotti/charmat che non è in vendita ma dedicato esclusivamente alla famiglia, gli amici e qualche regalo.
A tale lavoro sono dedicati solo ed esclusivamente i componenti del nucleo familiare e tutto il processo di produzione, compreso lo spumante, viene svolto totalmente in casa dalla “degraspatura” all’etichettatura. Il principale mercato di riferimento è quello locale ma una percentuale non indifferente della produzione annua è consumata a Praga.
Tutto il vino prodotto è di pronta beva (ossia da consumarsi entro tre, quattro anni dalla messa in commercio) anche se la spiccata acidità dei vini consentirebbe di correre qualche rischio di più lungo affinamento. L’intera gamma si distribuisce in una fascia di prezzo compresa tra i 4 ed i 7 euro.
Abbiamo assaggiato 6 bottiglie (di cui vi diamo notizia nella scheda) e tutte ci hanno colpito per la loro freschezza ed acidità nonché per la facilità di beva dovuto ad un uso sapiente del legno e dell’acciaio. Niente da dire: se si considera il prezzo pagato vale proprio la pena di assaggiare e di comperare.
Quali i programmi futuri? La cantina ha, come detto sopra, una imminente crescita produttiva ed ha già programmato importanti lavori di rinnovo del punto vendita che abbiamo visitato. Inoltre da circa 4 anni, sono passati (come molti altri produttori stufi del potenziale fungo presente nel sughero) ad imbottigliare con tappo in acciaio/silicone.
Modernità e tradizione, amore per il proprio lavoro, passione per il risultato e programmi per il futuro: una delle tante straordinarie storie di imprenditoria familiare. Se passate da Mikulov andate a trovarli: non rimarrete delusi.


“Life and art  are based on the contrast in standards,” or at least according to some well-known critics. Having the appropriate proportions we decided to test this statement. And here we are in our visit at a small and barely known producer:  Ing. Vojtěch Pazderka of Mikulov.
The European oenological panorama has been traditionally characterized as strongly non homogenous in scope. In each oenological region you compare excellent and average producers and sometimes between properties of large industrial and financial groups, a thick presence of local producers, all of whom despite their cultural and productive differences, are united through a passion for wine  best defined as “popular”.
It is everyday wine for all wallet sizes, it is wine made for your own family and friends, and above all, the place in which the frequent clients talk about their respective lives, worries and tell stories.
It is the alternative wine, outside the network of stellar restaurants and guides, the type with which our mothers cooked for us, and the main protagonist (in terms of quantity produced and sold in total) of the tables of all wine lovers.
Just to provide a modest piece of advice to all readers, we maintain that one can even discover decent bottles at prices around five euros, and therefore it will pay off to be curious.
The oenological region of Mikulov, one of the most important in terms of quantity and quality in South Moravia, could not be neglected from our trips to discover Czech wine, partly also because it is undoubtedly a magnificent place.  Besides, the proximity to the region of Wachau in Austria, enables Mikulov to be an ideal foothold for visiting one of the most famous oenological zones in the world for the Riesling harvesting.
When arriving in Mikulov, we cannot fail to notice the castle which dominates the underlying village, which is well sheltered, being on the peak of the hill.
The castle's appearance is the result of various interventions; the first significant building took place in the renaissance period on a low medieval sediment. Following the 1719 fire, it underwent significant new restoration, until resembling it's current appearance due to the new restoration in the nineteenth century. Rich in important parts, the castle also holds an ancient library with 11,000 volumes and a synagogue.  In the cellars, today you can still find vats, wine presses, and a barrel from 1643 possessing a capacity of 104,000 litres! Evidence of a great oenological past but also a warning sign of a clear present.
The historical authenticity of the place is perceptible in every part of the centre. It is enough to visit the evocative square to realise it. Right under the castle and once the location of the village market, today it is simply a meeting point, with the old houses of the merchant middle-class overlooking it.
The building in the corner, named the House of Knights in Mikulov Square, is of particular interest, displaying the curious wall paintings of the Renaissance era where various ancient Greek divine characters are depicted such as Zeus, Hermes, Aphrodite, and the inevitable Dionysus, dedicated to the harvesting and contemplation of a bunch of grapes, while on the next side one notices the depiction of the flood myth with the ark concerned floating between the waves. The chromatic choice of black and white proves to be  both peculiar and effective.
One almost gets the impression that the artist's will was to aim at not displeasing anyone, having chosen divine figures from his time, as well as ancient and mythological ones.
However, the interesting sites from an artistic viewpoint are numerous. It is sufficient to think of the Jewish ghetto or of St. Annes church, the site of the burial of the  Dietrichstein dynasty.
We have got to the moment of arrival at the cellar: once entering we are captivated by the age of the place, which immediately transmits a sensation of an old workshop, due to both the presence of various bits and pieces and it's shape and size. In fact, once welcomed in a first cell, where there are just a few tables, we note the access to the real cellar. Once the old, large wooden door has been opened, a rather low barrel lends itself  to our sight, where we can still pleasantly find the coins left by visitors and where there is space there are various other barrels, some of which are still in use. Others with worn away tables, demonstrate the relentlessness of time.
The Pazderka family, being wine producers, founded the first oenological company of their history in the distant year of 1656, the year in which the family arrived in Moravia. From then on to the present, the Pazderkas produced the wine almost continuously but in different places to Moravia, and from 1988 the site of production and sale is in the building currently situated on Brněnská 26, Mikulov.
The current cellar site however, has been active since 1848 when an unknown German businessman established it as a place of storage and production of his own wine. The local archeological accounts (they discovered throughout the redo of the paving work) tell us of an earlier owner of Jewish origin, of which some glasses have been found which still bear the owners name.
Currently the Pazderka family harvest on a surface of six hectares, to which we will soon be able to add two further hectares which have recently been planted.
From this surface around 350-400 hectolitres of wine (about 80% of which is white) are obtained, to which we may add a very limited production of Martinotti-Charmat process spumante which is not for sale, but dedicated exclusively to family, friends and a few gifts.
Only the members of the family unit are dedicated to such work, and all of the production process, including the spumante, is carried out entirely locally, from the “égrappage” to the labelling. The main market to compare with, is the local one but a not entirely indifferent percentage of the annual production is consumed in Prague.
All the wine produced is immediately drinkable (i.e. to be consumed within three, four years after being placed on the market) even if the stand out acidity of the wines would allow the risk of longer ageing to be run. The entire selection is distributed in a price range of 4-7 euros.
We tried 6 bottles (of which we evaluate in our table) and all of them struck us with their freshness and acidity as well as the immediate drinkability due to a knowing use of wood and steel. Nothing left to add: when considering the price paid, they really are worth trying and purchasing.
What are the future plans? The cellar, as mentioned earlier, has an imminent productive growth and has already set up important jobs which replace the dealers we visited. Besides, for about four years, they have started (like many producers annoyed with potential fungus in the cork) to bottle them with steel/silicone corks.
Modernity and tradition, love for work, passion for the result and future plans: among the many extraordinary local entrepreneur stories. If you pass through Mikulov, find them. You will not be disappointed.
 
 
di Alberto e Walter Fusar Poli / by Alberto and Walter Fusar Poli