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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Macroeconomia /Economics

Macroeconomia /Economics

August 2012

Produzione industriale

Dopo una bruschissima frenata in maggio e giugno, rispettivamente con cali del 2.2% e 2.4%, luglio registra un rimbalzo notevole, con incremento del 2.5% su base annua. Purtroppo, sembra essere un rimbalzo dovuto a ricostituzione di scorte di magazzino per la stagione autunnale. Infatti, i nuovi ordinativi sono inferiori allo scorso anno. Anche il sempre forte settore automotive dà segni di difficoltà, con licenziamenti già effettuati e altri programmati, in tutte le maggiori fabbriche. Essendo il settore industriale fortemente dipendente dallo stato dell’economia nei paesi dell’eurozona, la sola cosa che possiamo fare è sperare che questi sappiano trovare una via d’uscita dalla recessione.


Industrial Output

After a strong slowdown in industrial production during May and June –respectively minus 2.4% and minus 2.2%, data show a rebounding for July with a 2.5% growth y-on-y. But it seems just a rebound due to stockpiling for the autumn season. In fact, new orders in the industrial sector are lagging behind last year’s figures, and the expectations are for some grim months. Even the always strong automotive sector shows some difficulties, with layoffs already effective and more planned in all major plants. Being the industrial sector so dependent on eurozone state of affairs, we can only hope the eurozone finds a way out of its slump.


Inflazione

Inflazione sempre piuttosto incisiva, ma la crescita sembra essersi fermata. Almeno per il momento. In luglio, si è stabilizzata al 3.1%, dato leggermente inferiore ai mesi precedenti, e per agosto le stime sono sul 3.4%. Rispetto ai primi mesi dell’anno, i valori sono inferiori e le aspettative sono per un ulteriore ridimensionamento. Purtroppo però uno dei motivi è la domanda interna molto depressa, con previsioni di ulteriore calo per i mesi a venire. L’atteso aumento dell’IVA e un generale ridimensionamento dei redditi disponibili, contribuiscono in maniera non salutare a calmierare l’inflazione.

Inflation

The inflation is still quite strong at 3.1% in July, but the growth seems to have cooled off. Expected data for August point to a 3.4% CPI y-on-y. Quite less than the first months of the year, and expections are for a further reduction in the CPI. Unfortunately, one of the reason for that is the depressed domestic demand, with even worse expectations for the coming months. Also, the announced increase in VAT rates and an expected general reduction in discretionary expenditure, contrubute to cool off inflation, but not in a healthy way.


Disoccupazione


Le solite luci ed ombre a livello di disoccupazione in Rep. Ceca.
Nel secondo quartale e nei mesi estivi, si è registrato un leggero calo nella disoccupazione, stabilizzata sul 8.3%. Considerando che l’estate solitamente genera numerosi posti di lavoro stagionali, non possiamo dire si tratti di un buon risultato. D’altra parte, il livello di disoccupazione in Rep. Ceca è molto inferiore a quello della EU e dell’Eurozona in particolare. Sembra consolidata quindi l’opinione che un livello tra 7 e 9 percento sia quello strutturale per la Rep. Ceca. Si registra anche la frenata nella produzione indistriale, e ciò non fa ben sperare per i mesi a venire.
Al solito, Praga è vicina alla piena occupazione, mentre le regioni tradizionalmente deboli si confermano tali e continueranno ad esserlo, considerando i troppo generosi contributi alla disoccupazione nelle aree depresse e la scarsa attitudine alla mobilità della forza lavoro.

Unemployment

Same old, same old on the unemployment front. Data for the second quarter and the summer months record an unemployment figure quite stable around 8.3%. It isn’t a good figure, considering that summer always brings quite a lot of seasonal jobs.  Although we must keep in mind that the unemployment level in the Czech Rep. is way lower than the rest of the EU, especially the Eurozone countries. It has now become widely accepted that an unemployment level between 7 and 9 percent is the structural one for the country. Unfortunately the slowdown in the industrial production doesn’t bode well for the unemployment records in the coming months.
As usual, Prague has an almost full employment situation, whereas the weaker regions keep being that. And they shall continue being weak, considering the all too generous subsidies to the unemployed and the negative attitude to relocation among the unemployed workforce.

Commercio estero

Esportazioni costantemente in crescita per la Rep. Ceca. Anche in giugno, si è registrato un +5.6%, che ha spinto la bilancia commerciale ad un surplus di 30 milardi di corone, circa un terzo in più dello scorso anno. Insomma, ancora una serie di dati molto positivi e che depongono pesantemente a favore di chi si oppone all’abbandono della Corona ceca a favore dell’Euro. Come d’abitudine, la parte del leone la fa la Germania, destinazione principe delle esportazioni ceche, in particolare nel settore automobilistico. In crescita anche le importazioni, in modo limitato, +0.9%.  In generale, i mercati EU generano una bilancia commerciale in attivo di 60 miliardi di corone. Con i mercati asiatici invece, il disavanzo è di 60 miliardi.

Foreign trade

Czech exports keep growing. Last publisehd data show a +5.6% exports in June. That pushed the trade balance in positive by 30 billion Crowns, about a third up y-on-y. Again, a set of very positive data, that bode strongly in favor of those opposing giving up the Czech Crown in favor of the Euro currency. As usual, Germany is the preferred destination of Czech exports, especially the automotive sector. Imports are growing too, albeit in a limited fashion, by 0.9%. All in all, the UE markets generate a a 60billion Crowns positive trade balance, whilst with non-EU, particularly Asia, the deficit is about 60 billion.

 di Gianluca Zago

-Progetto Repubblica Ceca-