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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

I cavalieri del Tempio a Cejkovice / The Temple Knights of Cejkovice

I cavalieri del Tempio a Cejkovice / The Temple Knights of Cejkovice

L’avranno certamente considerata un’eresia, ma forse anche loro non mancarono di strizzare un occhio complice a Dionisio. I gloriosi Cavalieri Templari, custodi di tesori, reliquie e misteri. Dei loro segreti noi abbiamo trovato il più importante in Moravia: la loro cantina.  
La leggendaria storia dei Templari, l’ordine religioso, cavalleresco e militare a guardia dei territori più sacri della cristianità, ha regalato infatti a questa terra una piccola gemma enologica.
Cejkovice è un piccolo centro della Moravia, 40 Km a sud est di Brno, circa 2.500 abitanti, ma nonostante le piccole dimensioni vanta una antica e gloriosa storia.
Vi sono le prove tangibili, tratte da antichi manoscritti, che già narrano l’insediamento in quest’area nel 1246  dell’ordine dei cavalieri Templari, i quali, oltre ad iniziare l’attività vitivinicola fondando la loro cantina, si occuparono  anche dell’amministrazione religiosa. Le fonti relative alla produzione del vino risalgono invece al 1248.
I  templari  portarono avanti la loro opera  fino al 1312 anno di scioglimento dell’ordine in virtù della bolla “Vox in excelso”   emessa da papa Clemente V su forte pressione del re francese Filippo IV detto il bello, che non vedeva l’ora di impossessarsi  del loro potere e dei loro possedimenti.
La cantina di Čejkovice, nei secoli successivi passa sotto il controllo di numerosi Ordini religiosi e dinastie quali i nobili di Lipa, la dinastia dei Vickovci, i Gesuiti, e gli Asburgo.
Nel 1936 si trasforma in qualcosa di molto simile alle attuali cantine sociali ed assume il nome attuale di Templářské sklepy Čejkovice - cantina sociale nel 1992.
Nei secoli il territorio ha subito innumerevoli modificazioni in conseguenza dell’opera di deforestazione per ricavarne aree coltivabili e, curiosamente, dati gli eccellenti risultati, solo una parte minore del territorio della municipalita’ di Cejkovice  è dedicato alla vite.
L’importanza storica conferita dal Castello è stata brillantemente tramandata alla Cantina che, nella piccola storia dell’enologia, segna un importante passo in avanti del concetto di cantina moderna, quasi industriale per le sue dimensioni ed organizzazione rispetto agli standard dell’epoca nell’Europa Centrale. Un grande e gradevole esempio di archeologia industriale ricavata nelle originali parti sotterranee del Castello  che, peraltro, oltre a svolgere le funzioni di zona di vinificazione, invecchiamento ed affinamento è anche buona ristorazione.
Alle cantine dei Templari, (Templářské sklepy) viene conferita la produzione di 400 diversi coltivatori locali, prodotta su di una superficie complessiva di 2.000 ettari arrivando  a produrre circa 800 mila bottiglie all’anno. Nel frattempo invecchiano e affinano nelle cantine storiche circa 5 milioni di litri di vino, le cui botti sono ricavate al 100% da rovere ceco e prodotte in loco, mentre ulteriori otto milioni di litri di vino sono situati in altri edifici del villaggio. La lavorazione delle uve e l’imbottigliamento avvengono tutt’ora nella cantina storica dove fa sfoggio una moderna attrezzatura.
Durante la nostra visita ci accompagna il direttore generale della Templářské sklepy, l’ingegner Pavel Pastorek, molto noto in Repubblica Ceca per la sua competenza nel settore vinicolo. E’ lui a spiegarci tutti i segreti di questo luogo e descrivendoci le caratteristiche di tutte le fasi della produzione.    
Camminare in questo luogo senza tempo porta alla mente film, documentari e libri sul medioevo e nelle luci soffuse pare di sentire il suono lontano delle armature: una sensazione che meglio non riusciamo a definire come la sintesi tra curiosità e, in un certo senso, la paura derivante dal meditare sulla terribile fine dei Templari.
Date le dimensioni relativamente generose delle volte si intuisce come il progetto originale già prevedeva il passaggio di un carro trainato da una pariglia, che poteva percorrere tutti i 600 metri del  perimetro della cantina, nella quale trovano sede le botti più interessanti dal punto di vista storico, spesso decorate sulla testa con dei bassorilievi commemorativi, ricordiamo in particolare una botte di colossali dimensioni avente la capacità di circa 20.200 litri, la più grande della Repubblica Ceca.
Ma proprio mentre siamo rapiti dalla eccezionale dimensione di questa botte, notiamo  dei riflessi metallici sulle pareti che dopo un secondo sguardo comprendiamo essere monetine. Come nelle più romantiche tradizioni, vengono applicate dai visitatori in segno di promessa di un futuro ritorno e, anche noi, ligi come siamo alle tradizioni, lasciamo la nostra monetina che facilmente aderisce alla volta data la folta presenza di muffe.
Il giro si completa con la visita ad una sala della cantina dove sono contenute sotto chiave le bottiglie più preziose, una sorta di caveau,  arrivando in fine al capolinea dove ci aspetta il principale motivo della nostra gita: la degustazione.
I numeri dell’assortimento, sempre generosi in Moravia, sono proporzionali alla dimensione della cantina: circa 40 varietà di uve lavorate che sfociano in oltre 100 diverse etichette raggruppate in 9 linee diverse per importanza relativa della singola bottiglia con la presenza di una linea biodinamica ed una linea di spumante metodo classico.
Abbiamo assaggiato circa 15 bottiglie in cantina di cui vi daremo piacevolmente conto per sommario nella consueta scheda dedicata con relative note di degustazione.
Tutti buoni i rossi, di sorprendente lunghezza rispetto alla stragrande maggioranza di quanto da noi assaggiato finora in Moravia, con alcune punte di merito per la linea di livello più alto, adatti anche a piatti a base di selvaggina e per quelle intermedie che presentato un bilanciato rapporto qualità/prezzo da gustare con formaggi freschi, pesce affumicato e carni leggere.
In una cantina a forte vocazione “rossa”, i bianchi assaggiati, tutti appartenenti alla linea più prestigiosa sono un vero piacere per il palato. Il Rysling Rynssky è a nostro giudizio straordinariamente comparabile ai grandi Riesling Renani teutonici ed austriaci.
La grande esperienza e tradizione, unita alla volontà di ricerca e di attenzione anche alle tasche di tutti gli amanti del bere bene, hanno dato vita ad una affascinante avventura del vino rappresentata oggi da una realtà di qualità.
Ci sono piaciuti, dobbiamo ammetterlo, e a malincuore torniamo verso casa. Questo terzo viaggio in Moravia a caccia di vino buono e di relax ci lascia un dolcissimo retrogusto fatto di tante sensazioni concentrate in poche ore di visita.


They would certainly have considered it a heresy, but perhaps they too gave a knowing wink to Dionysius. The glorious Templar Knights, guardians of treasure, relics and mysteries. Out of all their secrets, we have discovered the most important one in Moravia: their wine cellar.
The legendary story of the Templars, a religious, chivalrous and military order, guarding the most sacred territories of Christianity, has indeed blessed this land with with a small oenological gem.
Cejkovice is a small centre of Moravia, 40 Km south-east of Brno, around 2,500 inhabitants, but despite the small size, it boasts an ancient and glorious history.
There is the tangible proof, based on old manuscripts, narrating how in 1246 the order of Templar Knights took possession of the area, and besides starting the wine-making activity and founding their cellar, they also took over the religious administration. The sources though, which are related to the wine production, date back to 1248.
The Templars pursued their work until 1312, the year of the break up of the order by virtue of the bull “Vox in excelso”  issued by the Pope Clement V under intense pressure from the French King Phillip IV, known as “The Fair,” who could not wait to appropriate their power and property.
The Čejkovice cellar, in the following centuries ended up under the control of numerous religious orders and dynasties such as the nobles of Lipa, the dynasty of the Vickovci, the Jesuits and the Hapsburgs.
In 1936 it got transformed into something resembling the current cellars and acquired the current name of Templářské sklepy Čejkovice, the wine co-operative in 1992.
Over the centuries the territory underwent countless modifications as a consequence of the deforestation work needed to create farmable lands and curiously, given the excellent results, only a small part of the territory of the borough of Cejkovice is dedicated to the grapevine.
The historical importance bestowed by the castle was passed on to the cellar, which in the short oenological history, marked an important step forward in the concept of the modern cellar, almost industrial due to it's dimensions and organization compared to standards at the time in Central Europe. A great, enjoyable example of industrial archeology extracted from the original underground parts of the castle, which on the other hand, besides carrying out wine making tasks, maturing, refinement and also fine restoration.
The Templar cellars (Templářské sklepy) are aided by the activity of 400 different local farmers, working on an area of 2000 hectares, reaching around 800 thousand bottles produced a year. In the meantime around 5 million litres of wine, age and mature in the historical cellars. Their barrels are 100 % produced from Czech oak and made on the premises, whereas a further 8 million litres of wine can be found in other buildings of the village.  The grape cultivation and bottling still take place in the historical cellar where modern equipment is displayed.
During our visit, we are accompanied by the General manager of the Templářské sklepy, Pavel Pastorek, who is very well-known in the Czech republic for his expertise in the wine-making sector. It is he who explains us all the secrets of the place and describes the characteristics of the stages of  production.
Walking in this timeless place brings to mind countless films, documentaries and books on the Middle ages and in the dim lights you seem to hear a distant clang of armour: a sensation that we can best define as the synthesis of curiosities, and in a certain sense, the fear deriving from reflecting on the terrible way the Templars ended.
Given the relatively generous dimensions of the vaults, you gather how the original project already foresaw the passage of a wagon towed by a span, which would run the length of the 600 metre perimeter of the cellar, where you can find the most interesting barrels from a historical point of view, often decorated on their heads with a commemorative bas-relief. We remember in particular a barrel of colossal dimensions with a 20200 litre capacity, the largest in the Czech Republic.
But right while we are swept off our feet by the exceptional size of this barrel, we notice metallic reflections on the walls which after a second glance we understand are coins. As in the most romantic traditions, they are placed there by visitors to mark a promise of a future visit, and we too as faithful as we are to traditions, leave our coin which easily sticks to the face of the wall given the thick presence of mould.
The tour is completed with the visit to a hall of the cellar where the most precious bottles have been locked up, a type of caveau, where at the end we eventually get to the main purpose of our trip: the degustation.
The selection numbers, which are always generous in Moravia, are proportional to the size of the cellar: around 40 varieties of grapes collected which end up in one of over 100 different groups sorted into 9 lines, according to the importance of the bottle with the presence of a biodynamic line and a line of classic method spumante.
We have tried about 15 bottles in the cellar, for which we happily have provided a summary in our usual evaluation charts dedicated to the degustation.
All of the reds are of good quality, of a surprising length compared to the great majority of those tried by us up to now in Moravia, with credit going to the top level examples, suitable also for dishes based on game dishes, and also to the intermediate ones which impress when evaluated looking at the quality/price  relationship, and are to enjoy with fresh cheese, smoked fish and light meat.
In a cellar with a strong vocation for “red”, the whites tasted, all belonging to the most prestigious line are a genuine pleasure for the taste buds. The Rysling Rynsky, is in our opinion, quite astonishingly comparable to the great Teutonic and Austrian Riesling Renani wines.
The great experience and tradition, along with the effort in research and attention to financial possibilities of all lovers of drinks of fine quality, have given life to a fascinating wine adventure, characterized by an environment of quality.
We thoroughly enjoyed them, we must admit it, and we are heading home reluctantly. This third journey in Moravia, a hunt for quality wine and relaxation, leaves us with sweet aftertaste consisting of the sensations left in the short time frame of the visit.
 
di Alberto e Walter Fusar Poli / by Alberto e Walter Fusar Poli